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La Famiglia Allargata

Amore extralarge!

Lo Familiar giorno, ad 1016 dC.


Tutti a lo Circo Massimo a celebrar lo santo rito dell’ipocrisia.

79c2bdd40c23e10847619f5ac5559b5dPor lo quale della famiglia et li putti ci importa ciccia.

Ma romper li zebedei a chi non ha diritti, sì.

Per lo che nella mia povertà, il minimo diritto mio mi distingue da chi non ne ha.

Taluni mi ingiurian pitocco cristiano.

Quando il figlio mette all’asta il padre.


“Il giorno della premiazione a Stoccolma mio padre andrò con un’altra persona, non portando né mia madre né me. Ho perdonato tante cose a mio padre, ma questo gesto no”.
Così Alessandro Quasimodo, il figlio del poeta siciliano, che ha deciso di mettere all’asta la medaglia celebrativa del Nobel ricevuto dal padre.
Non possiamo giudicare. Solo osservare.
È una punizione retroattiva che forse il padre non merita.
Sicuramente non meritata è la sofferenza di un figlio rifiutato anche solo per un momento.
Abbiamo conosciuto tanti padri più o meno celebri e considerati anche geniali che hanno lasciato dietro di loro tracce di sofferenza incancellabili con gli anni.
Essere buoni genitori, così come figli comprensivi delle debolezze dei propri vecchi, è molto difficile. Non crediamo che la scelta di Alessandro Quasimodo sia venale, ma anzi molto dolorosa. Che serva a tutti da lezione.

I tuoi litigi hanno creato un Mostro Sociale.


Cari amici separati, la prossima volta che vi scornate sui torti o sulle ragioni, ricordate che i servizi sociali in questo paese sono sempre più invasivi e fuori controllo.

Esistono giudici che non hanno figli, ma presiedono tribunali per i minori e il cui merito è solo quello di aver vinto un concorso: di famiglia e di bambini capiscono quanto un orso capisce di informatica. State attenti ai vostri stupidi litigi.

Esistono psicologi che hanno assaporato il velenoso gusto del piccolo potere, ergendosi a Dio e pretendendo di separare, dividere, allontanare per quel che a loro sembra il bene di un bambino. Pensateci quando vi ammazzate per due euro in più!

Esistono persone che organizzano le case famiglia, e lo fanno certamente in buona fede, ma che sempre in buona fede accolgono anche bambini che non andrebbero mai separati dalla mamma e/o dal papà.

Ma soprattutto esistete voi, genitori separati che non capite quanto questo pericolo sia reale e preferite continuare a farvi la guerra senza pensare che basta una segnalazione in più, magari fatta da quello stupido vicino, per mettere in moto un meccanismo perverso le cui conseguenze saranno pagate dai vostri figli che vi toglieranno. Smettete adesso di litigare, il mondo non vi appartiene, pensate di essere al centro del mondo, ma gli unici che prenderanno le bastonate a causa delle vostre beghe saranno i vostri figli.

Date retta: stop ora!

 

L’amore allargato. Invisibile, ma indivisibile.


Gli anni passano, la famiglia cresce e le esigenze di tutti diventano sempre più complicate da gestire.

Una famiglia allargata ha dei costi allargati e davvero poche agevolazioni. Ma soprattutto ha scarsa considerazione.

Certamente il ritorno in termini di affetto e amore è impagabile. E può bastare questo. Ma i dibattiti un po’ stantii intorno ai modelli familiari, ai diritti di questo o quello, alle certezze di tanti Soloni riguardo al concetto di famiglia naturale ci lasciano sempre più spesso indifferenti.

Quello che constatiamo è che siamo circondati da famiglie allargate che vivono i loro problemi in modo del tutto privato, con un filo di stanchezza. Qual è il problema? Forse non abbiamo creato una lobby? Forse non abbiamo fondato una nuova religione? Forse siamo ingenui che credono all’amore condiviso e non abbiamo tempo per starnazzare di modelli che si vorrebbero imporre a tutti, perché ognuno in fondo ha una visione tolemaica del proprio fondoschiena?

Forse ci nutriamo di sorrisi e pensiamo che sia sufficiente. In ogni caso, mollare è vietato.

E voi come state?

Maramao perché sei orto.


Sono iniziate le grandi manovre primaverili per l’orto urbano.
Le ostilità sono state dichiarate da Chiara, bionda tuttofare che fa quando dice lei come dice lei e tu non fai mai niente.
Io mi sono dichiarato neutrale, come la Svizzera.
Ma senza i soldi della Svizzera, e mi sono tirato in disparte a guardare.
Come l’anno scorso.
I ragazzi invece all’opera: ogni generale ha bisogno di soldati.
Pare che quest’anno avremo non solo pomodori, zucche e zucchine, peperoni e fragole, ma alcune grandi novità come le cipolle e il basilico.
Bella forza il basilico…
Ma siamo a Torino e non c’è il mare!
Qui il basilico è persino esotico.
Dunque è stato arato il pezzo di giardino destinato a produrre.
Sono stati ripiantati cespugli di fiori e tutto è pronto per il grande giorno in cui saranno interrate le piante bebè.
Nel frattempo segnali di vita nei cortili.
Il melo ha messo su le prime foglioline.
E anche il glicine, che in autunno avevo potato con foga e ferocia, sembra sopravvissuto alle mie cesoie e ha tirato fuori le prime avvisaglie della sua arroganza estiva.
Avremo verde e verdure, quindi.
E cercheremo di goderceli, crisi permettendo.
Per un attimo Chiara aveva anche pensato a un pollaio.
Ma a parte che gli animali defecano e puzzano, mentre le verdure no, ma poi chi glielo tirava il collo al pollo?
Ozzy Osborne una volta si fece un pollaio per rilassarsi e bere di meno.
Una notte entrò nel pollaio con un winchester e fece un massacro.
Poi si sentì meglio.
A me la campagna, i lavori di campagna direi meglio, anzi le campagnole per essere più precisi, mi hanno sempre messo un non so che addosso. E la bionda Chiara china sul solco mette strani pensieri in testa. Peccato non ci sia un fienile da queste parti.
Questo pensavo quando il piccolo Franci ha acceso la pompa per innaffiare l’orto e visto che c’era, suo padre.
C’est la vie… allargè.

 

aaaahhh si, viva le mamme…


Ma quanto siamo buonisti ancora in italia? Ma quanto parliamo bene? Ma QUANTO SI RAZZOLA MALE! Son sempre tutti pronti a dire che le mamme fanno il mestiere più faticoso del mondo, già, finchè lo diciamo noi… ma quando lo dicono quelli della pubblicità, con spot pieni di meravigliosa passione di queste mamme che si alzano nella nebbia per dare la colazione a questi meravigliosi campioni olimpici… MA DOVE SONO I CAMPIONI OLIMPICI? MA CHI SONO? Noi siamo persone normali e ci facciamo normalmente prendere per il sedere. E lo consideriamo totalmente normale. Tanto che se ci invitano a una conferenza sulle mamme in rete, noi beviamo tranquillamente il tè della propaganda… sbadigliamo leggermente, ma non ci facciamo nemmeno una domanda: ma che vogliono questi da noi? Care, non spaventatevi, ma vogliono venderci un detersivo… cacchio… E alla domanda: ma qual è la policy aziendale verso le mamme lavoratrici, questi piccoli propagandisti che si son farciti la bocca di dati, statistiche, tendenze e sostenibilità e ci hanno farcito gli occhi facendo leva sulle nostre più profonde vanità.. BALBETTANO. (socialmediaweek, 24/9/2012, Torino. Socialmom)Che figura di merda.
Meno male che ci salvano le blogger, che ci danno una speranza, che ci dicono “ce la puoi fare”. Ma a far cosa? A imparare che non siamo vincolate a un lavoro dipendente? E menomale. A imparare che si possono gestire un lavoro, tre o più figli, un compagno che quando c’è è bello, ma magari lavora pure all’estero? Questo lo sappiamo da sole. Si può. Ma sembra che ci crediamo solo noi. Dal di fuori ti dicono:” cacchio ma sei wonderwoman!” (ma va…) “ma come fai?” (faccio…) e poi arriva il maschio dominante a caso, quello che sul lavoro ti tiene in buona considerazione perchè siamo in una società evoluta, digitale, che premia la qualità, che è flessibile e blablabla che un giorno, per il solo fatto che non riesci a essere a milano alle 9 (perchè hai tre figli, mica la cagarella) a un corso di chiacchiera ti dice ” eh certo che però è un segnale, vuol dire che non possiamo investire su di te, del resto una mamma dovrebbe fare delle scelte tipo mia moglie che ha deciso di rimanere a casa quando ha avuto il primo figlio (…vi prego partite con i commenti, fate sentire la voce, perchè questo è veramente TROPPO).

In sintesi. Una mamma fa la mamma, se ha un mestiere dentro, una passione, che magari la aiuta anche a campare, ci si butta a capofitto, lavora di giorno e di notte, girando intorno ai figli, non si sente in colpa se non cucina da dio, ma stimola la reatività e le potenzialità dei propri pargoli. Che faccia la blogger o la lavandaia, poco cambia. Ma, maaaaaaaa siamo in italia, e in italia la mamma sta a casa, in italia le donne vengono pagate di default il 20% in meno e la disoccupazione è al 50%… le donne che hanno un utero, lo pagano, anche se producono tanti bei maschietti che poi useranno pannolini e avranno tanti abitini da lavare con il tuo bel detersivino e che faranno carriera nella tua bella aziendina, perchè solo i maschietti pare possano far carriera, qui. Oppure altro genere di donna che non sto nemmeno a citare chè mi ha nauseato. E poi ancora ci si chiede perchè le donne sono così incazzate, che scendono in strada, riempiono le piazze, portano i bambini alle manifestazioni notav, e a volte, purtroppo, cercano di pelare vivi i loro ex mariti, capri espiatori di un mondo maschilista che per generazioni ha voluto celare il lato creativo, pacifico e illuminato della donna.

Questo è l’anno 2012, e quest’anno le cose hanno da cambiare. E allora facciamo uno sforzino: SVEGLIAMOCI.

(PS grazie a Federico Ghiglione, Cristiana Calilli, Chiara Cecilia Santamaria, chè è sempre un piacere ascoltare persone ricche di iniziativa)

Una lunghissima estate


 

Ommioddio è arrivato l’autunno….

SAUDADE! Una lunga estate da ricordare (ormai).

Le ultime notizie sono di maggio, quando Dario è partito alla volta della Grecia per aprire la spaghetteria. BELLI DI MAMMA! Una scommessona: il papà di una serie di figli molla tutto e si lancia in una scommessa. Può uno scrittore e grande affabulatore (quindi decisamente intellettuale, diciamocelo) diventare improvvisamente RISTORATORE? Ummammamia!

Ebbene si. Ce l’ha fatta. Contro ogni aspettativa, il suo ristorante è stato un successo. A partire dal nome, poi il luogo, poi la pasta come te la fa mammà. E noi che siamo rimasti nel bel paese a far la vita di tutti i giorni? Beh abbiamo sognato il mare per un po’ e poi ci siamo ritrovati tutti lì, a Paros, Cicladi, l’isola perfetta per le famiglie🙂

Ad agosto eravamo tantissimi. Tutta la famiglia allargata e tanti parenti e amici, e tanti ancora ne abbiamo conosciuti lì. 37 di base! Caspita, ci allarghiamo a macchia d’olio.

La famiglia è un aggregatore eccezionale. E il sorriso della famiglia è un toccasana. Tutti sorridenti, un po’ stanchi, certo, ché una vacanza da soli è decisamente più rilassante… magari può diventar noiosa (hahahahaha!!!)

E allora via con i turni, partiamo a fine luglio io (chiara) con Tommy, Fede e Franci, in aereo da Milano. L’aereo pieno di giovinastri…. forse ero la più attempata🙂 tutti felici di partire per le loro supervacanze a Mikonos, l’isola dei flirt. E senza perder tempo in chiacchiere, i flirt cominciano già in volo🙂 che carini. E noi 4 con macchinine, carte da UNO, pennarelli e musica. Atterrare su un’isola greca dopo mesi di continente ha un profumo particolare, che si stenta quasi a sentire, bisogna allargare bene le narici e tirar su un respirone… ma poi entra il profumo! (insieme alle note del party a fianco dell’hotel, ma pure quella è estate).

E poi un po’ di traghetto da Mikonos a Paros e… siamo arrivati. VACANZA! Dall’8 al 15 siamo stati tutti, sono arrivati Luigi e Daniela con i nonni e lo schieramento si è fatto completo. E poi zii, cugini, amici e amici di amici.

FamilyIl tempo è volato. E’ arrivato il 15 in un baleno e la logistica si è ripresentata a bomba. Riportare i miei figli al padre però è stato anche divertente. Traghetto , una notte ad Atene, Partenone, museo dell’acropoli, cena greca e un po’ di shopping, autobus per Patrasso e una notte (terribile) su un traghetto grimaldi (e diciamocelo pure, che i traghetti greci sono decisamente meglio). Consegna pupi a Brindisi, baci abbracci e ci vediamo tra 15 giorni. Mamma mi mancherai tanto… anche tu dolcetto mio… ma sarà bello andare in vacanza con il papà🙂

Sigh… andiamo avanti. Per consolarmi ho girellato per Brindisi e ho trovato un’estetista. (della serie usiamo ogni piccolo momento disponibile). MOMENTI! SODDISFAZIONE! Un’oretta in spiaggia e via, due giorni di viaggio per tornare a Paros. Ma due giorni intensi, ho conosciuto tantissima gente, e qualcuno me lo sono pure portato dietro🙂

E poi via, altri 15 giorni di spiaggia sole e mare. E pasta🙂

Ma sembra passato un secolo. Oggi fa freddino e Francesco ha la tosse.

Un bacio a tutti!

Sintonizzitevateci!


 

Pedalando pedalando, la Famiglia Allargata ha accompagnato Dario a condurre una trasmissione sui papà separati.
Volete sentirla?
Papà separati in radio

 

Il peso del cuore.


Poco direte voi.

Non so dico, io, dipende.
Dipende se te lo porti appresso dentro a uno zaino di 8 chili per 31,2 km a piedi.
L’altra notte sono fuggito di casa.
Tutto è cominciato così.
Una furiosa litigata, la voglia di mollare tutto, incomprensioni che si sommano e allora via, il più lontano possibile nella neve e nei meno cinque della notte torinese.
Ma dove vai in fondo?
Posti ce ne sarebbero anche tantissimi, ma in realtà era mettere chilometri sotto ai piedi quel che desideravo di più.
Così con il mio inutile zainetto – o meglio: utile a portare il peso, un po’ come la croce del Loro Signore Gesù Cristo – ho attraversato la città in lungo e in largo, al passo cadenzato di un battaglione della Wermacht che ridiscende la penisola furente per l’8 settembre.
I pensieri in testa sono i soliti, quelli di tutti in queste occasioni: è finita, non è finita, vale la pena, non vale la pena.
I marciapiedi e le strade erano piene di neve e di ghiaccio.
Questo non ha rallentato la mia marcia, l’ha solo fatta più difficile.
Due giorni divisi tra appuntamenti di lavoro ai quali mi presentavo stravolto e con lo zainetto sulle spalle come se fossi appena arrivato o in procinto di partire  e marce solitarie nella siberia locale.
Mangiando poco, fumando molto, bevendo niente.
Insomma potevo sembrare davvero una lumaca impazzita che tenta di spurgare con un criceto nel cervello che faceva la ruota e non voleva saperne.
Al termine della due giorni, come Forrest Gump, mi sono fermato.
Ho attivato Google map e ho soddisfatto la mia curiosità: 31 chilometri virgola 2 esclusi i passi che non conti mai, le piccole deviazioni, gli ingressi nei bar, gli aggiramenti di ostacoli, anche quelli infiniti.
Ed è tornata la calma.
È tornato un ricordo: mio nonno faceva il finanziere, siciliano doc di un paesino sperduto giù giù in fondo quasi verso la costa sud della Sicilia: quando fu arruolato il primo incarico che ricevette fu di andare a pattugliare la frontiera a San Candido in Alto Adige. Ve lo immaginate?
E poi è anche tornato un sogno che avevo da bambino: attraversare l’Italia a piedi, da Torino al mio paese Grammichele.
Sono 1530 chilometri. A una media di 15 chilometri al giorno, sarebbero 102 giorni di camminata.
Fatte salve le bolle ai piedi.
102 giorni sono circa tre mesi e mezzo.
Devo trovare uno sponsor.
Mi aiutate?
Comunque per riprendermi, domani si va tutti alle terme a fare i bagni caldi.
Ma sì.
La fatica serve innanzitutto a trovare gli stimoli per rilassarsi il giusto.

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